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Cacioricotta scamorze e mozzarelle, su tutte quella di bufala,
caciocavallo, canestrato pugliese, ricotta marzotica, la
giuncata e il pecorino che in Puglia si sposa anche con il
pesce, una spruzzata di pecorino non manca mai nel ripieno di
totani, sulle seppie al tegame e nelle cozze gratinate. Il
formaggio dì pecora e di capra è una delle voci più
importanti della
gastronomia pugliese. Le varietà di formaggi in Puglia
non sono molte ma tutte di grande qualità, come il
follone di Gravina, a base di latte ovino e caprino,
formaggio freschissimo che va consumato in giornata. Molti di
questi formaggi entrano come ingredienti in tante Ricette
pugliesi.
Dove comprare: Caseificio Assetiti e De Fato ( Andria,
BARI, tel. 0883 541513) è rinomato per la sua burrata.
Rifornisce grandi chef. Ha vari punti vendita in provincia di
Bari.
La Cooperativa caseificio pugliese, tel 080 872115767:
qui si trovano crema dì ricotta, scamorze, mozzarelle e
canestrata pugliese.
CACIOCAVALLO Stagionato in cantina È un formaggio a pasta
filata a forma dì fiasco panciuto, ottenuto dal latte delle
vaccine di razza Podalica e tipico del Gargano. I caciocavalli
vengono immersi in salamoia per 24-48 ore e poi stagionati in
cantine. I più pregiati sono quelli a lunga stagionatura con
pasta dura e friabile di color giallo paglierino intenso e dì
sapore piccante.
CANESTRATO PUGLIESE DOP Il suo nome deriva dal
canestro di giunco in cui viene posto. Si ottiene da latte
ovino crudo (da pecore alimentate con i foraggi della zona) di
due mungiture. La stagionatura arriva fino a 10 mesi. Ha
crosta dorata, pasta giallo paglierino dal sapore un
po'piccante. Va grattugiato su primi o aggiunto a secondi come
i lampascioni in umido.
RICOTTA MARZOTICA Prodotta in primavera. Ha
caratteristiche simili a quelle della ricotta forte e deve il
suo nome al fatto che viene prodotta in primavera quando le
pecore e le capre delle Murge brucano il foraggio primaverile
e forniscono il latte più ricco e saporito. Viene stagionata
per circa un mese. Di color avorio, ha sapore leggermente
piccante e viene spesso grattugiata sui primi.
LA BURRATA Bianca lucente e fresca. Frutto
dell'intuizione di un contadino, la burrata è nata nel 1920.
Oggi è il formaggio di latte vaccino più rinomato della
regione Puglia. Seguendo il processo adottato per la
mozzarella si ottiene una sfoglia di pasta filata alla quale
si da la forma di un sacchetto che viene riempito con pasta
filata sfilacciata e panna, il sacchetto viene quindi legato
con un filo di rafia. Un tempo si avvolgeva la burrata in una
foglia di asfodelo (pianta del Mediterraneo) che ne segnalava
la freschezza. La burrata era buona finché la foglia non
appassiva. Ora la freschezza si riconosce dalla superficie
liscia, di colore bianco lucente e il ripieno cremoso; il
sapore deve essere dolce e burroso. Va consumata in un paio di
giorni dalla produzione; si conserva in frigo per una
settimana.
GIUNCATA Morbida e delicata. Ottenuta da latte
vaccino o misto (ovino e caprino) prende il suo nome dalle
fasciere di giunco in cui viene posta la cagliata.
Freschissima, priva di crosta e simile al primo sale, con
pasta morbida, dal delicato sapore di latte, non è sottoposta
a salatura e messa in vendita subito dopo la produzione.
Ottima quella prodotta tra maggio e settembre.
CACIORICOTTA Fresco o stagionato - Ottenuto da latte di
capra, ha un aspetto simile alla ricotta e può essere
consumato fresco, come antipasto, o stagionato, come formaggio
da grattugia. Quello fresco presenta una crosta bianco avorio
e ha pasta morbida, mentre quello stagionato ha crosta di
color giallo oro e pasta dura e compatta di sapore piccante.
MOZZARELLA Prelibato fior di latte. La mozzarella
pugliese è ottima ed è ricavata da latte vaccino. Detta anche
fior di latte, per distinguerla da quella ottenuta da latte di
bufala. A pasta filata colore panna e consistenza morbida ed
elastica, ha forma tondeggiante, oppure si presenta in trecce
o bocconcini. Va consumata fresca come formaggio da tavola o
come ingrediente per la pizza.
SCAMORZA Pasta elastica e compatta. Formaggio a pasta
filata dalla caratteristica forma a pera. Deliziosa quella
ricavata da latte di pecora che può essere consumata fresca o
sottoposta a breve stagionatura. Tipica della provincia di
Bari, ha buccia liscia e sottile, pasta elastica o compatta. È
uno degli ingredienti del quagghiaridde, piatto dì Andria a
base di agnello.
La vacca podolica del Gargano - Arrivata in Italia nel
V secolo d.C. e a rischio di estinzione nel corso del '900, è
protetta oggi in tutta la zona. La vacca podolica è
considerata la più rustica tra le razze italiane. Sul Gargano
la troviamo allo stato brado sulle alture di Rignano Garganico,
Monte Sant'Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico,
Mattinata, Carpino e nella tenuta di Santa Tecla a Vieste.
Attualmente nel Parco Nazionale del Gargano sono 350 i capi
iscritti al Libro Genealogico, e altri 300 capi sono in via di
registrazione. La vacca podolica proviene dalla Podolia
(regione dell'Ucraina) con l'invasione barbarica. Dopo la
caduta dell'impero Romano si è sviluppata lungo la costa
dell'Adriatico dal Veneto alla Puglia garganica.
Il suo latte è molto
aromatico grazie al fatto che le vacche sono allevate allo
stato brado e brucano erbe selvatiche ricche di carotene. La
razza Podalica sopravvive soltanto nel Gargano dove capita di
vedere mandrie di questi esemplari dal manto grigio e dalle
grosse corna.
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