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ANNUNCI Isole Tremiti soggiorni: /
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L' arcipelago costituisce il comune delle Isole Tremiti, fa parte della
provincia di Foggia ed è compreso nel Parco Nazionale del Gargano e
parte del suo territorio è riserva marina. Di fronte al lago di Lesina, a
sole 10 miglia marine dalla costa, sono localizzate le Isole Tremiti.
L'arcipelago è costituito da tre isole principali, San Domino, San
Nicola e Capraia, dalla piccola e disabitata isola di Cretaccio
e dal caratteristico scoglio denominato La Vecchina.
Le tre isole
più grandi dell'arcipelago viste dall'alto:
San Domino,
San
Nicola e
Capraia
e la lontana
Pianosa interdetta, entro i 500 metri,
sia alla balneazione, alla navigazione che alla pesca; l'isola
è disabitata, priva di piante arboree e manca la
macchia mediterranea. Sono presenti solo piante grasse,
cipolle selvatiche e capperi. I pescatori delle Tremiti,
utilizzarono, prima dell'interdizione, l'isola di
Pianosa per la pesca alle sardine ed alle aragoste.
La più importante
delle isole del piccolo arcipelago è quella di San Nicola, sede del
Comune, del Santuario di Santa Maria a Mare, dell'abbazia e del
castello, in passato baluardo insuperabile per pirati e corsari turchi.
Secondo la leggenda fu proprio l'altopiano di quest'isola che vide gli ultimi
anni e la morte dell'eroe greco Diomede , compagno
di Ulisse. La leggenda narra che ritornando ad Argo trovò sua moglie infedele e
riprese il mare con i suoi compagni. Approdò nella Daunia fondandovi numerose
città, ma morì e fu sepolto nell'arcipelago che da lui prese il nome.
I suoi compagni furono trasformati da Venere in uccelli, le diomedee o
procellarie, che con il loro stridulo lamento ricordano ancora la morte del
loro re.
Il Beato Giovanni da Foligno scelse proprio la tomba dell'eroe come luogo di
eremitaggio. La fama di questo eremita giunse a conoscenza dei monaci
benedettini di Montecassino che, desiderosi di aprire un'abbazia in un luogo
solitario, vi si stabilirono con l'approvazione del Papa nel 1016 e vi rimasero
fino al 1237. Subentrarono i Cistercensi che non riuscirono ad evitare l'assalto
e il massacro da parte di briganti avvenuto, con uno stratagemma, nel 1313. La
storia dell'abbazia a questo punto si fa confusa, e vede la presenza di diversi
ordini. Nel 1760, dopo che ormai il centro religioso aveva perduto la sua forza,
si impossessò dell'abbazia il re di Napoli, stabilendovi una colonia penale che
durò fino all'avvento del fascismo, quando divenne luogo di confino politico.
Scrive Tacito che al tempo di Tiberio vi morì Giulia, nipote di Ottavio Augusto
che lì la relegò a causa delta sua vita dissoluta. Vi rimase 20 anni e fu
seppellita sulla stessa isola di San Nicola.
Nel Medioevo si affermò l'attuale toponimo e i nomi di San Domino e San
Nicola sono dovuti alla presenza di antiche chiese dedicate al culto di questi
santi. L'isola Capraia deve il suo nome alla presenza sulle sue pendici di
numerosi cespugli di capperi. Nel Medioevo notevole importanza acquistò il
Monastero fondato nel 1010 dai Benedettini Cassinesi sull'isola dì San
Nicola. Monastero definito "un Mont-Cassìn en plein mer" e la cui chiesa di
Santa Maria e i resti della fortezza rimangono gioielli architettonici di
mirabile bellezza.
Attualmente solo pochi abitanti vi risiedono tutto l'anno, in particolare
sull'isola di San Nicola, mentre durante l'estate il turismo porta sulle isole
centinaia di appassionati dì sea watching. I fondali delle isole sono uno
spettacolo meraviglioso per la varietà di pesci e conchiglie presentì e, dal
1998 ospitano la più grande statua sottomarina mai realizzata al mondo
raffigurante Padre Pio da Pietrelcina opera dello scultore foggiano
Domenico Morda. |